Contattore o Teleruttore

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Contattore o Teleruttore

Uno fra dispositivi più utilizzati negli ambienti industriali è il “Contattore” detto anche “Teleruttore”.

Si tratta di un dispositivo elettromeccanico simile ad un “Relè” ed è molto utilizzato negli impianti elettrici industriali.

Si differenzia dai normali relè presenti negli impianti elettrici civili in quanto a differenza degli stessi:

  • è molto più robusto
  • è fatto per durare a lungo
  • è costruito in modo da poter gestire correnti e tensioni elevate (300/400V e anche di più).

A cosa serve un contattore?

Un contattore serve ad automatizzare i processi industriali, permettendo di comandare a distanza e in tutta sicurezza i vari macchinari presenti nell’impianto.

Attraverso la logica combinatoria a relè, attraverso l’uso di più contattori collegati fra di loro e l’utilizzo di altri dispositivi come “relè temporizzati”, è possibile attuare degli automatismi che funzionino in completa autonomia o quasi.

I contattori si usano principalmente per controllare macchinari funzionanti e collegati su impianti elettrici “trifase”.

In breve il contattore serve per aprire o chiudere più contatti contemporaneamente al fine di attuare una determinata logica di funzionamento in base a ciò che dovrà fare quel determinato macchinario che andremo a comandare.

Com’è fatto?

Il contattore si presenta come una scatoletta rettangolare, si veda immagine sottostante, sulla quale sono messi ben in evidenza i diversi contatti a loro volta contrassegnati con diverse sigle e numeri.

Le sigle e i numeri servono per:

  1. Identificare i contatti di potenza, in ingresso 1-L1, 3-L2, 5-L3 e in uscita 2-T1, 4-T2, 6-T3.
    A riposo questi contatti sono normalmente aperti (NO).

  2. Identificare i contatti di alimentazione del Contattore “A1” per la fase, “A2” per il neutro.
    Questi contatti servono per alimentare il contattore, eccitare la bobina.

  3. Identificare i contatti ausiliari 13/14 normalmente aperto (NO), 21/22 normalmente chiuso (NC).
    I contatti ausiliari permettono di poter realizzare impianti elettrici industriali complessi.

Contattore Schneider

Upgrade o Espansioni

La maggior parte dei contattori essendo stati progettati per realizzare impianti elettrici industriali abbastanza complessi prevedono la possibilità di espandere le loro funzioni attraverso moduli aggiuntivi.

Se fosse necessario avere più contatti ausiliari NC/NO per realizzare impianti elettrici complessi, abbiamo modo di aggiungerli utilizzando un piccolo modulo da montare direttamente sulla parte superiore del contattore. Se ancora non fosse sufficiente c’è la possibilità di aggiungere ulteriori moduli, contenenti altri contatti ausiliari, da affiancare al contattore espandendo cosi le possibilità di collegamento.

Altri moduli aggiuntivi che si possono collegare al contattore per espanderne le sue funzionalità sono il “relè termico” e il “relè temporizzato” detto anche “temporizzatore”.

Come Funziona

Alimentando la bobina interna del contattore verrà attivato un meccanismo elettromeccanico che permetterà di aprire o chiudere contemporaneamente tutti i vari contatti (principali o ausiliari) presenti sullo stesso.

Quando la bobina viene alimentata(eccitata):

  • I contatti di potenza si chiudono
  • I contatti normalmente chiusi (NC) si aprono;
  • I contatti normalmente aperti (NO) si chiudono.

Approfondimenti:

Il contattore è un dispositivo monostabile cioè possiede una sola posizione a riposo.

Sul contattore, di qualunque marca esso sia, c’è sempre presente la targhetta contenente i dati di targa che ne indicano le caratteristiche tecniche di funzionamento.

Onde evitare spiacevoli inconvenienti prima di effettuare l’installazione di un contattore come di un qualunque altro dispositivo elettrico/elettronico, è sempre meglio informarsi bene sulle sue caratteristiche tecniche, su come lo stesso debba essere installato, utilizzato.

Nei dati di targa:

  • Viene riportata la tensione nominale d’impiego e cioè la tensione minima e massima che il contattore può supportare sul circuito di potenza.
  • Viene indicata la tensione del circuito di comando e cioè a che tensioni si può far funzionare la bobina. Esistono infatti contattori che funzionano a 24V altri a 50V ed altri ancora a 230V.
  • Sono presenti tante altre specifiche tecniche da tenere sempre in considerazione in base al tipo di impianto che si andrà a realizzare.

Quando si fa ampiamente uso di contattori e dispositivi elettromeccanici per realizzare un impianto industriale stiamo parlando di Logica cablata.

Consiglio:

Per ottenere una maggiore sicurezza è preferibile usare dei contattori che funzionino a tensioni, correnti basse (24/50V). Realizzando il circuito/quadro di comando a tensioni basse differenti da quelle del circuito di potenza, nelle fasi di manovra qualora per qualunque anomalia, disattenzione, un operatore dovesse entrare in contatto con una parte attiva, del circuito/quadro di comando prendendo la scossa, il rischio di infortunio, di farsi male è quasi nullo.

Attenzione!!

Nel circuito di potenza, dove si andrano a collegare le linee trifasi,  le tensioni che circolano nei conduttori sono molto alte. Entrare a contatto con una linea di potenza può significare nel migliore dei casi farsi molto ma molto male, nel peggiore rimetterci la vita.

Prima di effettuare qualunque tipo di intervento su di una linea trifase assicurarsi che la tensione sia stata tolta e soprattutto munirsi di DPI “Dispositivi di Protezione Individuale”, adatti a salvaguardare, proteggere la salute della persona che l’indossa, consentendo di operare con maggiore sicurezza.

Conclusioni

In breve il contattore serve ad aprire, chiudere contemporaneamente dei contatti elettrici, quindi ad alimentare o sconnettere dalla rete elettrica i vari macchinari che sono collegati allo stesso.

L’utilizzo di più contattori collegati in modo opportuno fra di essi, permette di realizzare degli automatismi che come detto qualche rigo più su funzionino in completa autonomia o quasi.

Con questo mio primo articolo sul contattore spero di aver fatto capire cosa sia e come funzioni. Soprattutto spero di essere stato chiaro e semplice. Essendo l’argomento molto vasto ho cercato di tagliare il più possibile e rendere il tutto molto più facile da comprendere, adatto anche a chi sa poco o nulla di elettrotecnica, impianti industriali.

Con il prossimo articolo magari vedremo di realizzare il nostro primo impianto elettrico industriale che preveda l’utilizzo del contattore, per avviare un motore trifase, cosi da capire meglio come funzioni.

Per qualunque domanda in merito, consigli, critiche, sono qui, non esitate a contattarmi.

Info sull'autore

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Fabio Gangemi administrator

Docente a contratto presso MIUR, Project Manager presso Osticket.it. Collaboro con diversi professionisti per divulgare articoli, informazioni utili, riguardanti la tecnologia e il suo buon uso.

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